La Valle dei Libri, la prima libreria diffusa del mondo: varato nel Piacentino il progetto di due giornalisti (e amici) di talento per salvare i volumi dal macero

La Valle dei Libri, la prima libreria diffusa del mondo: varato nel Piacentino
il progetto di due giornalisti
(e amici) di talento per salvare
i volumi dal macero

introduzione di Salvatore Giannella - progetto di Lanfranco Vaccari e Giangiacomo Schiavi

Venerdì 27 settembre, ore 18: c’è festa grande a Gragnano, uno dei Comuni della bassa Val Trebbia, nell’Appennino piacentino, a un’ora di auto da Milano: nell’ex Cinema Italia, tra svelamento di murales, proiezione di Miracolo a Milano (film restaurato) e una bicchierata con vini e salumi locali, viene tagliato il nastro della prima delle tre librerie (alla fine saranno quindici, tutte specializzate) che accolgono vecchi libri destinati alla discarica. Finora ne sono arrivati 70 mila, primo donatore Carlo De Benedetti).

Qui tornano a vivere, a essere riscoperti, venduti, trasformati e valorizzati attraverso la nascita di piccole attività artigianali e artistiche di legatoria, grafica, fumetto, disegno e in generale di rinascita della cultura e del territorio in zone che hanno bisogno di essere ritrovate e non dimenticate, proprio come i libri. Un modo per dare opportunità di lavoro ai giovani, ma anche di salvare le collezioni di privati che, con le loro donazioni, trovano nuovi spazi alternativi al macero. Il progetto è stato ideato da due giornalisti (e amici) di talento: Lanfranco Vaccari e Giangiacomo Schiavi (da destra nella foto d’apertura, con il logo del progetto). I lettori li hanno conosciuti rispettivamente come inviato e vicedirettore del Corriere della Sera. Ora  si sono lanciati in questa avventura culturale coinvolgendo nel loro entusiasmo sindaci e imprenditori, assessori e giornalisti  (tra i quali il sottoscritto: nominai Lanfranco come corrispondente dagli Stati Uniti  e fu lui a succedermi, nel 1986, alla direzione dell’Europeo; e con Giangiacomo varammo, sul corriere.it, la fortunata sezione Buone notizie). A loro ho chiesto di presentare il progetto alla piccola comunità curiosa di Giannella Channel (non chiedetemi i numeri, io sono rimasto alla colonna sonora di Renzo Arbore in Quelli della notte: “Meno siamo meglio stiamo”: link alla canzone

Ecco il loro racconto. (s.g.)

IN PRINCIPIO FU UN INGLESE

VISIONARIO ED ECCENTRICO

Il progetto L’idea dei “villaggi del libro” è nata agli inizi degli anni Sessanta nella testa di un inglese visionario ed eccentrico. Appartenente alla piccola nobiltà di campagna e discendente da una famiglia di antiche tradizioni militari, per parte di padre, ed erede delle fortune degli Yardley (la prima grande industria cosmetica, fondata nella seconda metà del Settecento), per parte di madre, laureato a Oxford, Richard Booth immaginò la rivincita della campagna contro la città attraverso “l’insediamento, in un centro abitato situato in una regione pittoresca o turistica, di figure professionali la cui attività dominante è basata sul commercio di libri antichi o d’occasione, di incisioni d’epoca e di tutti i mestieri legati a questi oggetti: rilegatori, cartai, stampatori artigianali, illustratori, corniciai…” Trasformò nella capitale mondiale del libro usato Hay-on-Wye, il villaggio dove la famiglia possedeva una tenuta, sul fiume che divide l’Inghilterra dal Galles. Negli ultimi quarant’anni la sua idea è diventata un fenomeno di dimensioni mondiali, con una cinquantina di booktowns o villages du livre disseminati in 25 Paesi, soprattutto in Europa, ma anche in Nord America, Asia e Oceania. Sono borghi, villaggi, piccole città che si caratterizzano per la concentrazione di librerie (che vendono libri) di seconda mano. Ma non solo. Quest’attività primaria ha i suoi corollari: festival, eventi, presentazioni, conferenze, laboratori, workshop. E ha incentivato imprese commerciali più tradizionali: trattorie, agriturismi, hotel de charme, panetterie/pasticcerie, prodotti agricoli a chilometro 0, soprattutto biologici.

Si è sprigionata così una curiosa e virtuosa alchimia: oltre che a se stessi, i vecchi libri hanno ridato vita a vecchie campagne che si andavano spopolando, apparentemente condannate a una ineluttabile e progressiva rovina. Questa particolare forma di turismo letterario attrae il più ampio spettro di pubblico possibile, dal bibliofilo alla famiglia in gita domenicale. Ha riposizionato sulla mappa piccole comunità tagliate fuori dai più importanti flussi turistici, e tuttavia con una loro forte identità. La Valle dei Libri è nata su iniziativa di sette soci fondatori, che hanno dato vita all’Associazione di promozione sociale “Amici della Valle dei Libri”, senza scopo di lucro, nel luglio 2023. Successivamente, alla ine dello stesso stesso anno, è stata creata l’impresa sociale “La Valle dei Libri srl”, anch’essa senza scopo di lucro, che gestisce le attività sul territorio. E’ un progetto di sviluppo territoriale sostenibile, nel quale i libri sono il pretesto necessario, con lo scopo di:

– promuovere il territorio;

– creare opportunità di lavoro per i giovani, che gestiscono le librerie e fungono da operatori culturali organizzando eventi, corsi e laboratori;

– dare lavoro alle aziende locali (la catalogazione dei libri è fatta da cooperative della zona; tutti gli allestimenti delle librerie sono realizzati da aziende e artigiani locali);

– educare alla lettura;

– e, infine, esaltare le eccellenze del territorio, in particolare enogastronomiche. L’Appennino emiliano è una collocazione ideale perché Piacenza costituisce uno snodo autostradale facilmente raggiungibile da tutto il Nord d’Italia e da gran parte del Centro, ma soprattutto si trova vicino a Milano.

A livello internazionale, la Valle dei Libri è il primo caso in cui l’idea originale di Booth è estesa a un territorio e non concentrata su un borgo. Il territorio La Valle dei Libri comincia al guado di Sigerico, sul Po. Lı̀ si sovrappongono la Via Francigena, fra Canterbury e Roma, le cui 80 tappe furono annotate per la prima volta nel 990 dal vescovo Sigerico, e il Cammino di San Colombano, che si conclude a Bobbio. Prima e dopo, questi sentieri sono stati percorsi da eserciti in armi (compreso quello di Annibale, durante la seconda guerra punica) e sovrani, da monaci e prelati, da avventurieri e briganti, da pellegrini e mercanti. La Valle dei Libri si allunga verso la piana del Trebbia, fra Gragnano e Rivalta, dove i legionari romani guidati da Tiberio Sempronio Longo andarono incontro alla disfatta contro i cartaginesi. Tocca il castello di Rivalta, dove la famiglia dei conti Zanardi Landi vive senza soluzione di continuità dal XIII secolo (nel museo di famiglia, fra i 5mila pezzi, ci sono tutte le bandiere cristiane della battaglia di Lepanto, una spedizione da loro in parte finanziata). Risale la Val Luretta fino ad Agazzano, dove è ospitata nel castello dei principi Gonzaga Anguissola Scotti. Devia da una parte in direzione di Travo, un angolo della Val Trebbia che organizza l’unico premio di letteratura per ragazzi in Italia, intitolato a Giana Anguissola, per raggiungere finalmente Bobbio. E dall’altra si inerpica per l’Alta Val Tidone fino a raggiungere Pianello e Nibbiano.

Le parole e gli occhi

La Valle vista da Marco Sgorbati

Dai pioppi e dalle robinie della pianura, che in inverno si dissolvono dentro una densa cappa nebbiosa, la Valle dei Libri si sviluppa attraverso un paesaggio collinare fra i più spettacolari e i meno conosciuti d’Italia.

Le librerie. Tutte le librerie della Valle dei Libri sono “verticali”, cioè monotematiche. Ce n’è una per la letteratura e una per gialli, una per l’arte e una per tutto quanto fa spettacolo; una per i fumetti e una per le camminate e i pellegrinaggi. Poi ne verranno una per lo sport e una per i ragazzi; una per il fai-da-te e la manualistica e una per le scienze sociali; una per religione e filosoIia e una per l’ecologia e la scienza della terra; una per il giornalismo e la comunicazione e una per la storia; una per scienza, tecnologia e medicina e una per i viaggi; una per la cucina e una per i libri proibiti (sia per motivi religiosi e politici, sia per il loro contenuto sfacciatamente erotico: si chiamerà L’armadietto dei veleni e sarà la seconda libreria nel borgo del castello di Rivalta Trebbia). Ognuna delle librerie ospiterà anche almeno un’opera di artisti contemporanei. Lorenza e Simone Perrone e Giorgio Milani sono fra coloro che hanno aderito. I primi hanno inventato i LibriBianchi: trasformano in sculture libri lavorati con acqua, colla, gesso; vi aggiungono, a seconda del soggetto, filo spinato, vetro, sassi o legno; e alla fine le dipingono con vernice bianca. Il secondo è celebre e celebrato per i “Poetari”, assemblaggi di vecchi caratteri tipografici in legno. La ragione di questa scelta è spingere i visitatori della Valle dei Libri ad addentrarsi nel territorio, a esplorarlo, a viverlo.

Descrizione delle singole librerie. Le prime tre librerie sono state inaugurate il 28 e 29 settembre 2024:

  • Gragnano Trebbiense PAGINE GIALLE – E’ la libreria di polizieschi, thriller, horror, spionaggio, avventura e fantascienza. E’ situata in un capannone industriale del primo Novecento, che a lungo ha ospitato un’officina meccanica, su via Roma, la strada principale. E’ anche la sede di un’enoteca esclusivamente dedicata ai vini della provincia, diventati negli ultimi vent’anni un’altra eccellenza enogastronomica del territorio. Insieme ai vini, sono venduti anche i tre insaccati DOP del piacentino: coppa, pancetta e salame.
  • Castello di Rivalta Trebbia FORME – Eb la libreria di arte, architettura, design e moda. E’ situata in un locale del borgo medievale, composto da edifici costruiti fra il XIII e il XVII secolo. Fino agli anni ’50 del Novecento è stato un centro agricolo-artigianale del tutto autosufficiente, con botteghe, stalle, osteria e pollai.
  • Agazzano GULP! – E’ la libreria dei fumetti. E’ situata in un locale che affaccia sulla piazza di Agazzano, uno dei luoghi iconici della Val Luretta.

Altre tre saranno inaugurate il 12-13 ottobre:

– Soprarivo (Calendasco) SENTIERI – E’ la libreria delle camminate e dei pellegrinaggi, oltre che del Po. E’ situata in un soppalco della locanda di Danilo Parisi, la Caupona, al guado di Sigerico. Danilo, l’ultimo barcaiolo, traghetta pellegrini e camminatori da una sponda all’altra del fiume. Un posto magico, animato da un oste alla vecchia maniera, fra i pochissimi sopravvissuti.

– Gragnano Trebbiense PRIMAFILA – E’ la libreria di cinema, televisione, teatro, danza e musica (compresa la vendita di vecchi LP a 33 giri, di ogni genere musicale). E’ situata in un locale annesso all’ex Cinema Italia, appena ristrutturato, nel pieno centro del paese, accanto alla sede del Comune. La facciata del cinema è stata dipinta da un enorme murale di Neve, uno street artist italiano di fama mondiale. Davanti ha spazio per un magnifico dehors, all’ombra di imponenti bagolari.

– Agazzano FINZIONI – E’ la libreria della letteratura: romanzi, racconti e poesie. E’ situata nella vecchia falegnameria del castello di Agazzano e occupa metà dell’ala nord della villa che fu costruita nel Settecento accanto alla rocca del XIII secolo. Altre ancora saranno inaugurate a marzo 2025. In totale, a progetto completato, le librerie saranno una quindicina, diffuse fra il Po e Bobbio.

I donatori. Tutti i volumi venduti nella Valle dei Libri provengono da biblioteche private e sono cosı̀ sottratti alla discarica e al macero, loro destinazione sempre più frequente, quasi obbligata. I fondi ricevuti in donazione vengono prima catalogati e poi distribuiti nelle diverse librerie in base al genere. Come segno di ringraziamento verso i donatori, sono timbrati con un ex libris il cui disegno riprende il triangolo impossibile di sir Roger Penrose che ha ispirato Maurits Cornelis Escher, con in alto il logo della Valle dei Libri e in basso il nome del proprietario originale. Alcuni sono personaggi più o meno famosi, altri semplicemente persone innamorate dei libri e della lettura. Ma ognuno di loro ha un vissuto e, attraverso i titoli che ha collezionato, racconta un piccolo o grande pezzo di quell’avventura comune che è l’aria del (proprio) tempo. “Un libro, una faccia, una storia” è l’espressione che racchiude una delle caratteristiche profonde di quest’iniziativa. Figura sintattica nota come asindeto, usatissima dal veni, vidi, vici di Cesare a Il buono, il brutto, il cattivo di Sergio Leone, è un tratto forte che distingue la Valle dei Libri dai supermercati, sia fisici sia online, dei libri di seconda mano.[]

QUA E LA’: DOVE I LIBRI GUIDANO LA RINASCITA

Altri librai, in altre parti d’Europa e del mondo, sono stati alla base della rinascita dei territori dove operano. Gian Antonio Stella, inviato storico del Corriere della Sera, illumina telegraficamente questa geografia esemplare.

 

•  Redu, un villaggio belga della Vallonia, appena 400 abitanti;
•  Bécherel in Normandia e Montolieu, nella Linguadoca francese, dove il borgo morente è rifiorito intorno a una quindicina di librerie, una decina di botteghe artigiane e una ventina di atelier d’artisti accogliendo fino a 70 mila visitatori all’anno;
• Il quartiere Jimbocho di Tokyo, un’area di 500 metri per lato in una metropoli di quasi 2.164 chilometri quadrati, ospita 160 librerie tra le quali la microscopica Senda: due metri quadrati ma unica per certe edizioni rare nel campo delle immagini;
• La magia della vecchia chiesa gotica come la Boekhandel Domenicanen di Maastricht;
• Il megastore con migliaia di volumi tipo la Barnes & Noble di New York, 5.760 metri quadrati, ma la vecchia arrivava a 20 chilometri lineari di scaffali.

BUONO A SAPERSI – Per ulteriori particolari e per eventuali donazioni: info@lavalledeilibri.it. Telefono mobile: 335.8066744

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